Gentilitas - Spiritualità Italica


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Comunicati stampa

30 marzo 2009 e.v.
LETTERA APERTA
inviata al Segretario Nazionale dell'UAAR (www.uaar.it)
relativamente al nuovo slogan pubblicitario



Premettiamo che molte delle iniziative da Voi svolte hanno il nostro appoggio, come ha il nostro appoggio la Vostra volontà di far valere la laicità delle Istituzioni della Repubblica quando sopravvengono delle situazioni in cui i liberi cittadini si ritrovano ad essere discriminati per le proprie scelte di coscienza.Detto questo, Vi scriviamo questa lettera aperta dopo segnalazioni che ci sono pervenute relativamente allo slogan che avete scelto per pubblicizzare la Vostra Associazione.Siamo a conoscenza dei problemi che avete avuto con la campagna pubblicitaria che Vi apprestavate a fare a Genova, e del clamore che essa ha suscitato. Comprendiamo quindi le motivazioni che Vi hanno spinto a farne un'altra, soprattutto dalle vostre parole: “Dobbiamo tutelare la libertà di espressione”(dal comunicato stampa del 03/03/09 Vs. Sito internet). O anche: “L'UAAR ha tuttavia deciso di non mollare. Da una parte ha lanciato i manifesti atei, con lo stesso slogan bocciato a Genova (...) Dall'altra, ha deciso di lanciare un nuovo slogan (...)”( http://www.uaar.it/uaar/campagne/bus/). Da quanto siamo venuti a conoscenza, sembra che lo slogan da Voi scelto sia “La cattiva notizia è che Zeus non esiste. Quella buona, è che di Zeus puoi dirlo.” La frase è la stessa che Vi era stata bocciata la prima volta: in questo caso però la parola “Dio” è stata sostituita con “Zeus”, perchè, a Vostro avviso, “di Zeus puoi dirlo”. Ci siamo chiesti per quale motivo non abbiate scelto Allah, o Buddha, o ancora Shiva. Ci siamo chiesti anche per quale motivo un'Associazione di Atei ed Agnostici debba ricorrere ai nomi di Divinità per pubblicizzare le proprie attività. Ma soprattutto ci siamo chiesti per quale motivo affermate che “L'UAAR ha tuttavia deciso di non mollare” , per poi passare ai fatti con una pubblicità - che ci sembra di capire sarà a livello nazionale – che si accanisce contro chi è più debole di Voi, contro chi viene continuamente vessato e ridicolizzato da tutti gli ambienti della società e costretto a nascondersi ancora oggi, nonostante i Diritti riconosciuti globalmente, solo perché onora gli Dei della sua Terra e dei suoi Antenati, privatamente, senza chiedere alcun favoritismo né denaro, sia esso pubblico o privato. Comprendiamo il significato intrinseco di protesta del nuovo slogan ed i motivi per cui l'avete scelto, probabilmente in buona fede, anche se non ci capacitiamo che non siate a conoscenza che esistono tutt'oggi diverse migliaia di persone in Italia ed ancor di più in Europa (trentamila solo in Grecia, mentre in Danimarca è una Religione riconosciuta dallo Stato stesso) che seguono una Via religiosa e spirituale tradizionale (a riguardo abbiamo visto diversi riferimenti da parte degli utenti sul vostro sito), e non ci capacitiamo come possa essere possibile che proprio Voi cadiate nelle conclusioni scolastiche (che sappiamo essere superficiali e “di parte”) che definiscono coloro che con continuità onorano gli Dei delle nostre terre come “non più esistenti”: da notare come venga esaltata (anche da Voi) la sapienza dei nostri Padri che tanto hanno saputo fare in ambiti come la tecnologia, la scienza, il diritto, la filosofia, ma vengono considerati “adoratori di pezzi di legno”: ridicolizzazione reiterata soprattutto da esponenti di altre realtà religiose presenti in Italia che godono di un presunto seguito numerico di aderenti definito “importante”.Le tradizioni religiose dell'Europa sono molto più antiche di qualsiasi religione recente (cristianesimo compreso) e la loro importanza non può essere negata solo perché le persone che seguono tali vie sono una minoranza (che dovrebbe oltretutto essere tutelata!) e non hanno alcuna possibilità di essere presenti nei canali informativi tradizionali (problematiche che spesso toccano anche Voi). Le prime vittime del sistema sono proprio i Gentili, che vengono accomunati a religiosità a loro aliene, a movimenti adolescenziali o periodici, vengono mortificati, offesi ed irrisi nella loro ritualistica (che è la stessa di Platone, di Marco Aurelio o di Ipazia d'Alessandria), e vengono considerati ricostruzionisti, New Age, ed altro ancora, quando tutte queste realtà (che hanno tutti i diritti di non essere derise od offese) non hanno nulla a che vedere con la Religione Gentile. La campagna di annientamento culturale nei nostri confronti si perpetra da oltre un millennio e mezzo, quindi consideriamo fuori luogo ed ulteriormente mortificante che la Vostra campagna pubblicitaria, di cui condividiamo le motivazioni, venga fatta a scapito di una Divinità a noi cara che nulla c'entra con le problematiche da Voi subite.Da un'Associazione come la Vostra ci si aspetterebbe una presa di posizione nei confronti di chi ha agito, a Vostro avviso, contro la Vostra libertà di espressione.La sensazione invece è che vi poniate sullo stesso piano di chi aborrite quando affermate che non ci devono essere discriminazioni.Perché - siamo sinceri - “di Zeus puoi dirlo” solo perché non ci sono istituzioni pubbliche o private – o addirittura ipotetici pazzi fondamentalisti – che Vi farebbero eventualmente ricredere sull'utilizzo del nome di una Divinità tanto importante quanto antica come Zeus. A questo punto allora viene da pensare che “L'UAAR ha tuttavia deciso di non mollare”, ma semplicemente ha cambiato obiettivo, si è rivolta verso chi non ha possibilità di difendersi: non volendo “lottare” contro l'avversario più forte ci si sfoga su quello in assoluto più debole giuridicamente, politicamente ed economicamente. Quale coraggio, quale dimostrazione di forza! Vista la situazione gravosa, e viste le segnalazioni che ci sono pervenute dai nostri Associati, speriamo prendiate atto di questa nostra missiva, proprio perché non possiamo esimerci dall'agire con i mezzi di cui possiamo fare uso per evitare, ancora una volta, di sentirci discriminati come “persone che non esistono”, perché si afferma un principio inaccettabile per la nostra Dignità, un'affermazione che “puoi dirlo” perché, paradossalmente, non esistiamo noi, cioè chi onora Zeus nelle sue diverse forme. Non l'esistenza effettiva di Zeus, che è sempre stata in un certo senso e con certi criteri “opinabile” persino nei tempi in cui la nostra religione era maggioritaria in Europa, ma la nostra esistenza come “credenti nella molteplicità del Divino”. Anche se la parola “credere” non ci appartiene, anche se a noi Gentili non importa a quale religiosità (o non religiosità) una persona si avvicini, anche se consideriamo la libertà individuale di coscienza come sacra (e quindi anche le scelte individuali, che non ci sentiamo in nessun modo di opinare), anche se sosteniamo l'assoluta neutralità e superiorità di una vera “Res Publica” nei confronti di ogni confessione (compresa la nostra), non possiamo davvero sopportare silenziosamente l'ennesima discriminazione nei nostri confronti, anche se – e purtroppo - paradossalmente proviene da parte Vostra, da coloro cioè che si battono per chi è discriminato: per tutti, tranne per chi onora Zeus. Ed in questo caso con il plauso di quegli stessi che hanno aborrito il precedente tentativo di campagna pubblicitaria. Vi chiediamo gentilmente, per i motivi sopra elencati, di rivedere le Vostre decisioni a riguardo e comunque restiamo a disposizione per qualsiasi comunicazione ed aperti a qualsiasi scambio di opinioni.

Il Presidente
Gentilitas – Spiritualità Italica
Associazione Religiosa Gentile

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